
C’è un personaggio che frequenta ogni circolo d’Italia. Uno che, prima ancora di chiederti contro chi giochi, vuole sapere una cosa soltanto: “Hai visto che tempo danno?“. È il Meteorologo.
Non è un climatologo. Non lavora per l’Aeronautica Militare. Probabilmente non saprebbe distinguere un cumulonembo da una nuvola qualsiasi.
Eppure, quando c’è una partita in programma, diventa improvvisamente il massimo esperto di meteo dell’intero circolo. Il tennis, in quel momento, passa in secondo piano.
Per lui la vera sfida è capire se alle 18:37 entrerà il maestrale oppure se il temporale aspetterà educatamente la fine del secondo set.
Le app che conosce solo lui
Il Meteorologo non usa l’app del telefono come tutti noi, lui consulta strumenti misteriosi. Si parte da radar tedeschi, per poi passare a mappe svizzere e siti americani.
Usa App con nomi che sembrano password del Wi-Fi. Le apre con un’aria serissima e ti mostra una cartina piena di colori, frecce e linee che sembrano il piano di volo di un aeroporto internazionale.
Tu non capisci assolutamente niente, lui invece annuisce soddisfatto: “Guarda qui.“
Tu guardi: “…cosa dovrei vedere?“
Lui: “Le isobare.“
Naturalmente continui a non capire nulla, ma lui sì.
Lui ha già capito che alle 19:12 il vento cambierà direzione.
La meteorologia creativa
Il vero Meteorologo, però, non si fida completamente delle app. Le integra con osservazioni rigorosamente personali. Studia il movimento degli alberi, controlla il colore delle nuvole e osserva le bandiere del circolo.
Qualcuno sostiene di averlo visto lanciare una pallina in aria solo per valutare le correnti.
Un altro giura che una volta abbia annullato una partita perché “gli uccelli stanno volando troppo bassi“.
Forse è una leggenda e forse no.
L’arte della previsione sicura
La caratteristica più sorprendente del Meteorologo è la sicurezza con cui parla.
Non dice mai: “Potrebbe piovere.“
Dice: “Alle sette e ventidue arriva un acquazzone.“
Oppure: “Il vento gira al cambio campo.“
Lo dice con tale convinzione che, per un attimo, viene voglia di credergli.
Poi arriva un pomeriggio di sole perfetto mentre lui aveva previsto il diluvio universale.
Ma non si scoraggia: “È cambiato tutto all’ultimo.“
La programmazione della settimana
Per il Meteorologo organizzare una partita richiede più pianificazione dello sbarco sulla Luna.
“Giovedì no, c’è umidità.“
“Venerdì? No, ci sarà vento“
“Sabato non sarà certo meglio, forse domenica…“
Alla fine giocate mercoledì sera sotto un temporale che nessuno aveva previsto. Nemmeno lui.
Il professore del vento
Se c’è un argomento che il Meteorologo ama davvero, è il vento.
Per noi esiste il vento ma per lui esistono almeno dodici tipi diversi.
Vento laterale, alto, basso, caldo, umido.
Ogni errore tecnico trova immediatamente una spiegazione atmosferica.
“Con questa pressione la palla viaggia.“
“L’aria oggi è pesante.“
“L’umidità frena il topspin.“
Tu intanto hai appena steccato un diritto ma il colpevole, evidentemente, è l’anticiclone.
Quando indovina
Ogni tanto succede.
Aveva detto sole e c’è il sole.
Aveva previsto poco vento ed il vento effettivamente non c’è.
Da quel momento il Meteorologo diventa insopportabile. Per almeno un mese ricorderà quell’impresa a chiunque incontri: “Hai visto? Te l’avevo detto.“
Naturalmente nessuno osa ricordargli le precedenti venti previsioni completamente sbagliate.
In fondo siamo tutti un po’ così
La verità è che il Meteorologo non ama davvero il meteo. Ama l’idea che esista qualcosa di prevedibile in uno sport che prevedibile non è.
Perché il tennis è fatto di variabili. La forma, l’avversario, le corde, il rimbalzo, il vento e la testa.
Controllarne almeno una dà l’illusione che tutto il resto sarà più semplice.
Ed è per questo che, dieci minuti prima della partita, lo troverai sempre con il telefono in mano e lo sguardo rivolto verso il cielo.
Controllerà il radar per l’ultima volta, osserverà gli alberi e, dopo aver studiato le nuvole, farà un cenno con la testa.
Poi pronuncerà la frase che ogni frequentatore di circoli ha sentito almeno una volta: “Tranquilli, oggi non cade una goccia.“
Cinque minuti dopo starete tutti correndo verso gli spogliatoi in cerca di riparo.
Lui invece si fermerà un secondo, guarderà il cielo con aria pensierosa e dirà: “Strano…“
Come se fosse stato il meteo a sbagliare.